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Unbreakable. Una Storia Lakota: il reportage senza stereotipi che racconta la vita oggi nelle riserve dei Nativi Americani

Novembre è il mese in cui gli Stati Uniti celebrano ufficialmente l’American Indian and Alaska Native Heritage Month, il Mese del Patrimonio dei Nativi Americani: un’occasione per ricordare, ascoltare e onorare le storie di popoli che la Storia ha cercato di cancellare, ma che non si sono mai lasciati spezzare.

È in questo spirito che nasce Unbreakable. Una Storia Lakota (Postcart Edizioni), un volume che supera i cliché del saggio antropologico e del classico libro fotografico. Il progetto nasce da un’esperienza sul campo durata mesi, vissuta all’interno delle comunità dei Nativi Americani nelle praterie del Grande Ovest — tra Sud Dakota, Wyoming, Montana e Nebraska — condividendo la quotidianità.
Il libro unisce tre sguardi complementari: le immagini del fotografo Alessio Vissani, i testi dell’antropologo Alessio Martella e le illustrazioni di Ivan Cavini. Il risultato è un racconto senza filtri su cosa significhi essere Lakota oggi, eredi di una storia gloriosa, ma costretti a fare i conti con una realtà quotidiana durissima. Più che un semplice volume, questo lavoro è un atto di restituzione: una promessa mantenuta dagli autori dopo aver trascorso mesi nelle terre dei Nativi Americani, compiendo un viaggio con gli occhi, il cuore e il rispetto che quella terra — e chi la abita — meritano.

“Questo libro – afferma l’antropologo autore dei testi Alessio Martella – è stato il nostro modo di ricambiare il dono che la cultura, gli uomini e le donne Lakota ci hanno fatto in tanti anni della nostra vita. Molti ci hanno donato il loro tempo, accolto nelle loro case, hanno condiviso con noi il loro cibo, ci hanno raccontato le loro vite e ci hanno permesso di fotografare situazioni uniche e mai riprese prima. Degli estranei che in alcuni casi vedevano per la prima volta e che l’unica cosa che avevano da dargli in cambio era la promessa che avrebbero fatto sentire la loro voce, cercando di raccontare nella maniera più onesta possibile la loro storia, il loro passato, la loro lotta quotidiana per la sopravvivenza e le loro speranze per il futuro”.

Oltre lo stereotipo: la vita nella riserva


I Lakota Sioux sono ancora una ferita aperta nella coscienza degli americani. Se il cinema hollywoodiano continua a proporre l’immagine cristallizzata dell’indiano di 150 anni fa, la realtà odierna è fatta di riserve, povertà estrema e isolamento sociale. Il progetto Unbreakable nasce proprio per rispondere alle domande che spesso si evitano: come si vive oggi nelle riserve? Come si conserva un’identità schiacciata dall’invisibilità?
Ad arricchire il volume c’è l’importante prefazione firmata da Joseph J. Brings Plenty Sr., già capo tribù (“Chief”) dei Lakota, che introduce il lettore in questo viaggio alla scoperta del suo popolo, raccontando dall’interno la fiera resistenza di una cultura che difende con orgoglio la propria identità.

“L’America celebra e ricorda i Nativi Americani a novembre dimenticandoli per gli altri undici mesi — afferma il fotografo e giornalista Alessio Vissani — Io ho portato la mia macchina fotografica nelle riserve proprio per questo: perché certe storie hanno bisogno di testimoni, non di celebrazioni. Ogni immagine è una presa di coscienza, nessuna fotografia è stata rubata, ma pienamente condivisa dagli stessi Lakota che hanno abbracciato il progetto in ogni sua parte. In primis per noi è stata un’esperienza di vita, poi è arrivato dopo la possibilità di documentare proprio perché volevamo un’integrazione totale con le loro quotidianità.  I Lakota non sono un caso isolato: dal Canada all’Australia, dall’Amazzonia alla Siberia, i popoli indigeni del mondo condividono la stessa ferita — la stessa terra sottratta, la stessa cultura svilita, la stessa invisibilità imposta. Conoscere i Lakota significa imparare a riconoscere quel meccanismo ovunque si ripeta. E smettere di girarsi dall’altra parte“.

Tre sguardi per un racconto senza filtri


Per restituire la complessità di questa esperienza, gli autori hanno scelto di far dialogare tre linguaggi espressivi differenti, capaci di completarsi a vicenda e di rispettare i limiti imposti dalla sacralità della cultura indigena. Il volume si sviluppa così attraverso le fotografie di Alessio Vissani, che documentano la quotidianità, e i testi di Alessio Martella, che offrono l’indispensabile inquadramento storico e antropologico di una comunità sospesa tra tradizioni secolari e marginalità sociale. A questi due elementi si affiancano le illustrazioni di Ivan Cavini: un contributo fondamentale, utilizzato per ricostruire e dare forma a quei momenti che i Lakota hanno espressamente chiesto di non fotografare. Una scelta di rispetto e di ascolto che trasforma il libro in un viaggio profondo, capace di mostrare cosa significhi davvero, oggi, appartenere allo stesso popolo di Toro Seduto, Cavallo Pazzo e Nuvola Rossa



Biografie degli Autori


Alessio Vissani nasce a Foligno, in Umbria, nel 1981. Fotografo professionista e giornalista pubblicista. Da piccolo stava sempre dalla parte degli Indiani e ancora adesso sono la sua più grande passione. La sua predisposizione è il reportage: viaggiare, zaino in spalla e macchina fotografica alla ricerca di storie di spessore sia etiche che antropologiche. Fotoreporter di Avvenire e direttore responsabile della rivista trimestrale Chiaroscuro. A marzo 2016 viene selezionato con il progetto IRIS (reportage sulla Quotidianità di un non vedente) al Perugia Social Photo Fest, festival Europeo di fotografia sociale e fotografia terapeutica. Ha pubblicato su riviste come Il Messaggero, Giornale dell’Umbria, La Repubblica, Corriere dell’Umbria, Unità, Corriere della Sera, Tutto Sport, La Gazzetta dello Sport, Il Tirreno, The Times, Touring Club, Cavallo Magazine, Il Giornale, Gli Occhi della Guerra e Famiglia Cristiana.

Alessio Martella nasce a Tivoli (RM) nel 1974. Fin da bambino è un appassionato naturalista, nell’adolescenza scopre e si innamora dei popoli nativi americani. Questa passione lo ha portato a conseguire la laurea negli studi storico-antropologici presso l’Università “La Sapienza” nel 2006, con una ricerca sugli aspetti mitologici e simbolici dell’arte Lakota. Negli anni ha compiuto numerosi viaggi di ricerca e studiato le collezioni etnografiche di musei italiani, europei e statunitensi, collaborando a diverse pubblicazioni ed eventi divulgativi. La sua passione per l’arte e le attività manuali, unisce ricerca e creatività in una sorta di “antropologia sperimentale”, con lo studio delle antiche tecniche artigianali e la creazione di oggetti e costumi delle culture native americane. La sua vicinanza al pensiero di questi popoli lo ha portato anche a percorrerne la via spirituale in prima persona. La grande amicizia con l’artista Lakota Tom Haukaas è stata coronata nel 2007 con una cerimonia di adozione huŋká.

Ivan Cavini è nato a Milano nel 1970 ma è cresciuto a Dozza (BO). Illustratore e artista tutto tondo è specializzato nell’epica fantasy e da oltre vent’anni realizza illustrazioni, scenografie e progetti artistico/culturali per case editrici, studi scenografici, musei, studi d’animazione e agenzie di comunicazione. Ivan è noto al grande pubblico soprattutto per il suo impegno nell’arte ispirata alla Terra di Mezzo di Tolkien: ha illustrato decine di copertine di libri e figura tra i maestri del fantasy italiano”. Direttore creativo del Greisinger Museum, il museo svizzero che ospita la più grande collezione sulla Terra di Mezzo, direttore artistico della Biennale d’illustrazione FantastikA, inoltre è coordinatore del centro Studi Tolkieniani di Dozza (BO) “La tana del drago”. Ivan ha la curatela della collana editoriale “Le Gemme Dorate” di Eterea edizioni e insegna illustrazione fantasy nella Nemo Academy of digital arts di Firenze.

Redazione Notiziegreen.it

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