Clarins e Feed: “Ecco come la bellezza nutre il Pianeta”

Clarins, dalla riduzione degli imballaggi al progetto contro la fame nel mondo. Ecco la bellezza che vuole salvare il mondo.

Può la bellezza essere sostenibile?

Sì, secondo Clarins, il noto istituto di bellezza parigino che da anni ha messo in atto una serie di progetti e attività che dimostrano grande attenzione non soltanto nei confronti dei clienti ma anche del Pianeta e di tutti i suoi abitanti. 

Abbiamo avuto modo di scoprire il mondo Clarins in occasione dell’evento “Feed your skin, Feed your Planet” svoltosi a Milano, dove lo stesso Christian Courtin-Clarins, Chairman del Gruppo Clarins, è intervenuto a raccontare cosa l’azienda fa in chiave di sostenibilità ambientale. Christian parla veloce, sicuro, entusiasta del suo lavoro e dei progetti.  Accanto a lui la bella modella Lauren Bush Lauren, per presentare la seconda fase del suo progetto FEED.

RISPETTO DELLA BIODIVERSITÀ E DEL LAVORO

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foto di Giorgia Fanari

Ma cosa vuol dire per Clarins “bellezza sostenibile”? Prima di tutto la scelta di materie prime: attraverso una rigorosa selezione dei fornitori e dei loro metodi di coltivazione, Clarins privilegia colture biologiche e la permacultura e si affida ad un’attenta équipe di etnobotanici alla ricerca costante di nuove risorse vegetali in ogni angolo del pianeta alla luce degli usi locali. “In loco – spiega Christian – Clarins sostiene l’etica ambientale che le è propria. La pianta è preziosa, per questo sarà trattata con rispetto, senza essere minacciata”. È la preoccupazione costante di Clarins dal momento che, ogniqualvolta è possibile, privilegia piante non coltivate. Perché in natura sono naturalmente titolate, vale a dire ricche di elementi attivi. “Clarins non utilizza piante che tendono a scomparire per non mettere in pericolo la specie. È una questione di responsabilità. E di un minor effetto serra”. In particolare, Clarins sostiene l’associazione di Jean-Pierre Nicolas, “Jardins du monde”, che reintroduce specie di piante medicinali e ricrea farmacoterapie dove le popolazioni no hanno accesso alla medicina convenzionale e, dove necessario, forma loro a un miglior utilizzo di piante appartenenti alla loro cultura. Negli anni passati, il sostegno di Clarins a Jardine du Monde ha fatto sì che in Burkina Faso fosse finanziato un programma di preservazione della biodiversità e di aiuto allo sviluppo locale: sono stati piantati 12000 alberi di 4 specie di primaria importanza per uso alimentare, medicinale, artigianale e cosmetologico. 

Al rispetto della natura, Clarins affianca quello per le persone, acquistando le materie prime in accordo con i valori del commercio equo, aiutando le popolazioni locali attraverso una giusta remunerazione, lo sviluppo delle infrastrutture collettive e la trasmissione delle conoscenze. 

CLARINS E LA RIDUZIONE DEGLI IMBALLAGGI

Dal produttore al consumatore, Clarins tiene a mente la sostenibilità anche nella distribuzione dei proprio prodotti: ha infatti avviato un programma per ridurre peso e volume dei contenitori, utilizza materiali riciclati e riciclabili, stampa fronte retro (evitando così lunghi foglietti illustrativi da porre all’interno delle confezioni), propone flaconi ricaricabili. Inoltre, dal 2007 Clarins misura la propria impronta carbonio e si impegna, giorno dopo giorno, a ridurre il consumo in termini di risorse durante tutto il processo produttivo. 

IL PROGRAMMA CLARINS&FEED 

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foto di Giorgia Fanari

Ma il progetto che Christian Courtin-Clarins vuole mettere in luce nel corso dell’evento, è quello in collaborazione con FEED, associazione umanitaria fondata da Lauren Bush Lauren, anche lei presente a Milano, che dal 2005 si occupa di distribuire pasti agli scolari nei paesi in via di sviluppo. Attraverso la vendita di accessori e borse di iuta foderata in cotone bianco, FEED devolve infatti i pasti ai bambini malnutriti. Clarins dal 2011 è a fianco di FEED e grazie a questa collaborazione in 4 anni sono stati distribuiti oltre 6 milioni di pasti. Quest’anno, in occasione di Expo2015, Clarins ha messo in vendita una trousse firmata FEED che vale 10 pasti: in Italia con questa operazione si punta a vendere 40.000 trousse, che corrisponderebbero a 400.000 pasti.

Ogni accessorio FEED riporta stampato un numero, che corrisponde al numero di pasti distribuiti in seguito all’acquisto di quell’oggetto. In questo modo – ha spiegato Lauren Bush Lauren – il consumatore sa qual è il valore del proprio gesto, diventa un donatore consapevole. È importante inoltre sottolineare che questo progetto non ha a che fare solo con la nutrizione, ma anche con la scolarizzazione”, ha precisato Lauren. “Il pasto distribuito a scuola da FEED è spesso l’unico della giornata e spinge dunque le famiglie a scolarizzare i figli”. In Italia, per chi volesse contribuire a questa campagna, fino al 19 giugno a Milano, presso la stazione centrale sarà possibile acquistare al temporary shop Clarins la trousse Clarins-FEED contenente 7 prodotti di bellezza, al prezzo di circa 30 euro. Un regalo, un gesto, che può valere molto più di quanto si pensa. Anche la bellezza può aiutare a salvare il mondo. 

#clarinsfeed

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Giorgia Fanari

Giornalista, blogger, ambientalista. Testa rossa, sempre. Amo i viaggi, la fotografia e la tecnologia.