Lego investe nella sostenibilità. Entro 2030 materiali alternativi

Quante ore passate insieme ai miei cari mattoncini. Pomeriggi interi a costruire, creare, inventare.
Poi crescendo mi sono reso conto che non era tutto così “awesome” come sembrava. Non perché mi fosse passata la voglia di giocare, no. Mi sono reso conto che la Lego, proprio come le altre grandi industrie del nostro mondo, aveva delle responsabilità ed anche ben grosse dato che il Lego Group produce alcuni tra i giocattoli più diffusa al mondo. La prima associazione che si è battuta attivamente per far cambiare rotta a Lego è stata Greenpeace che lanciato una decisa campagna mediatica per chiedere al gruppo danese di impegnarsi a recidere qualunque accordo avesse con Shell, compagnia petrolifera colpevole di trivellazioni nell’Artico e sponsor ufficiale della Lego.

Negli ultimi tempi Lego sembra però aver davvero imparato la lezione e non solo ha scelto di abbandonare Shell ma si è anche impegnata verso ambiziosi obiettivi di sostenibilità da raggiungere entro il 2030.

In particolare presso la sua sede centrale di Billund in Danimarca sorgerà un centro specificatamente dedicato alla ricerca sviluppo di nuovi materiali in grado di sostituire l’attuale plastica senza compromettere la sicurezza e l’affidabilità del prodotto amato da milioni di persone. In questo centro lavoreranno a tempo pieno addirittura 100 professionisti assunti proprio in occasione della realizzazione del centro, già in fase di progettazione e che dovrebbe essere operativo dall’anno prossimo.

“Non esiste una definizione assoluta di un materiale sostenibile. Diversi fattori influenzano la sostenibilità ambientale di un materiale: la composizione del materiale, da dove proviene e cosa succede quando il prodotto raggiunge la fine della sua vita. Quando cerchiamo di nuovi materiali tutti questi fattori devono essere considerati – ha dichiarato Jørgen Vig Knudstorp Ceo del Lego Group – Quello che annunciamo oggi è un investimento a lungo termine e un impegno a garantire la continua ricerca e sviluppo di nuovi materiali che ci permetteranno di continuare a fornire esperienze di gioco creative , di alta qualità avendo cura dell’ambiente e del futuro delle prossime generazioni. Si tratta di una sfida difficile ma allo stesso tempo emozionante. “

 

Matteo Nardi

Giornalista ciclista. Scrivo di ambiente e tecnologia