Cartucce esauste: ecco come rigenerarle (risparmiando)

In Italia, lo sappiamo, il problema del riciclaggio dei rifiuti è ancora molto spinoso. Mediamente abbastanza indietro rispetto agli altri paesi della Comunità Europea, il Bel Paese oscilla tra eccellenze e vergogne senza soluzione di continuità e senza una regolamentazione univoca che spinga tutte le aziende che si occupano di raccolta e smaltimenti dei rifiuti ad operare alla stessa maniera.

cartucceDopo diversi mesi di avvertimenti e segnalazioni, nel Lazio nell’ultimo mese sono esplose tutte le difficoltà legate al collasso delle discariche e all’inadeguatezza delle strutture preposte al riciclaggio ecologico dei rifiuti.

Roma stessa, tra ritardi e disservizi, si è ritrovata in fretta sommersa dall’immondizia schiaffeggiata dal sole estivo e solo adesso e con lentezza sta ritornando in uno stato non emergenziale, benché ancora precario e fallace. Solo il lavoro delle istituzioni però non può bastare, i cittadini per primi devono aprire gli occhi e rendersi conto che un corretto riciclo dei prodotti non solo non richiede chissà quanto tempo e quanti sforzi, ma è essenziale per vivere in un ambiente ecosostenibile che non ci intossichi e, al contempo, ci aiuti a risparmiare sugli sprechi.

Se carta, plastica e vetro sono ormai gettate separatamente e correttamente da buona parte delle persone, è sui rifiuti speciali che la questione si fa più spinosa. L’esempio più potente di tutti è la crescita esponenziale, mese dopo mese, della mole sempre più massiccia di rifiuti tecnologici che le società occidentali producono.

La rincorsa all’ultimo modello di smartphone o tablet, che svuota le nostre tasche e riempie i nostri cassetti, sta raggiungendo ormai livelli parossisitici. Va però ricordato che si tratta di oggetti realizzati con materiali altamente inquinanti, che vanno smaltiti seguendo precise procedure, stabilite da leggi e solo in luoghi dedicati e che il preziosissimo coltan al loro interno è il minerale la cui estrazione e vendita è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso quasi 5 milioni di persone nella Repubblica Democratica del Congo.

Altro tasto dolente, i vari hardware collegati ai pc, primo fra tutti la stampante: le risme di fogli che ancora si stampano per questioni burocratiche, di archiviazione o di semplice abitudine sono davvero troppe e a rimetterci sono gli alberi, abbattuti per produrre freneticamente nuova carta.cartucce2

Per arginare questo spreco (e risparmiare soldi) basta stare attenti a stampare i documenti solo quando strettamente necessario e scegliere di acquistare fogli di carta riciclata.

A ridurre ulteriormente spese e rifiuti, ci pensano toner e cartucce rigenerate. Importante è verificare che abbiano tutte le certificazioni a norma di legge che ne garantiscano l’effettiva qualità. Ci sono aziende come la romana Srt96 cartucce3che si preoccupano di recuperare cartucce, laser, ink-jet e toner e di rigenerarli o smaltirli secondo la legge, riducendo così enormemente l’accumulo di questi scarti tecnologici su vasta scala. Inoltre ritirano a domicilio toner esausti in tutto il Lazio e, appena rigenerati, li rispediscono al cliente.

Piccole aziende italiane gestite da gente accorta e motivata possono aiutarci a vivere in maniera più ecosostenibile; farle crescere, inoltre, aiuterà il mercato economico italiano a uscire definitivamente dallo stallo generato dalla crisi.

Riciclare non soltanto aiuta a salvaguardare l’ambiente e a preservarlo, ma anche a sostenere la nostra economia!

Redazione Notiziegreen.it

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