Beauty & Benessere

Moda e sostenibilità: scopri quanta energia sprechi con il “Fashion SprecoTest”

Siamo consumatori consapevoli, attenti all’ambiente, o semplici Energy Waster, ovvero spreconi di energia? E quali azioni possiamo intraprendere per rendere il nostro guardaroba più sostenibile? Una risposta concreta arriva dal Fashion SprecoTest, un’iniziativa lanciata da ENEA in occasione della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, M’illumino di Meno, promossa dal programma Caterpillar di Rai Radio2, quest’anno focalizzata sugli sprechi nella moda.

Il Fashion SprecoTest consente di scoprire quanta energia ‘consumiamo’ nel nostro guardaroba e offre anche suggerimenti pratici per migliorare le nostre abitudini in fatto di abbigliamento. La fast fashion, ovvero la moda veloce, non comporta solo un elevato consumo di risorse naturali, ma anche un ingente spreco energetico. Ogni capo ha infatti un “costo energetico nascosto”, che si manifesta dalla produzione al trasporto, fino ai cicli di lavaggio e asciugatura. Il settore moda, per esempio, consuma oltre il 10% dell’energia industriale globale, contribuendo significativamente alle emissioni di gas serra.

Come funziona il test

Il Fashion SprecoTest ideato dall’ENEA si articola in una serie di domande a risposta multipla, con temi che vanno dal numero di vestiti inutilizzati da oltre un anno, alla consapevolezza sull’energia richiesta per produrre alcuni capi. Si esplora anche la frequenza di lavaggio dei capi e il comportamento adottato quando un abito si danneggia. I risultati permetteranno di scoprire se il nostro profilo corrisponde a quello del Green Shopper, il consumatore consapevole, o dell’Energy Waster, lo sprecone di energia. Il test può essere fatto a questo link: sondaggi.enea.it/sprecotest.

Il decalogo per una moda sostenibile

Per ridurre l’impatto energetico senza rinunciare ai propri gusti in fatto di moda, l’ENEA propone un decalogo con azioni semplici ma efficaci. Ad esempio, scegliere capi di qualità anziché quelli usa e getta, ridurre i consumi legati al guardaroba, lavare a mano e a basse temperature, riparare i vestiti anziché buttarli, allungare il ciclo di vita dei capi, preferire la moda sostenibile e dare nuova vita agli abiti dismessi.

“Per ridurre l’impatto della fast fashion, è essenziale ottimizzare i consumi lungo l’intera filiera e promuovere scelte più consapevoli tra i consumatori”, spiega Antonio Disi, responsabile del Laboratorio Strumenti per la Promozione dell’Efficienza Energetica ENEA.  “Comprare meno, scegliere capi di qualità, lavare a basse temperature e adottare la moda circolare sono azioni concrete per ridurre lo spreco energetico. ENEA è impegnata su entrambi i fronti: supporta le aziende nella riduzione dei consumi e sviluppa strumenti per informare e sensibilizzare i cittadini. Con iniziative come il Fashion SprecoTest vogliamo far capire quanto sia importante capire l’impatto del proprio guardaroba e fare scelte più sostenibili. Unire moda e responsabilità ambientale è la sfida che dobbiamo affrontare oggi”.

Giorgia Fanari

Giornalista, blogger, ambientalista. Testa rossa, sempre. Amo i viaggi, la fotografia e la tecnologia.