Il 68% delle imprese vuole ridurre le emissioni, ma poche sanno come farlo
Il 68% delle aziende dichiara di voler ridurre le proprie emissioni, ma solo il 31% ha già elaborato un piano di transizione climatica. Sono alcuni dei dati che emergono da CSRD Insights, il report realizzato da Deloitte che ha analizzato il comportamento di 85 società quotate sul mercato Euronext Milano, rappresentative dell’81% della capitalizzazione complessiva. Si tratta di imprese che nel 2024, per la prima volta, hanno applicato i nuovi standard previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dagli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), avviando così un percorso strutturato di rendicontazione della sostenibilità.
Secondo Valeria Brambilla, Amministratrice Delegata di Deloitte & Touche, si è osservato un forte impegno da parte delle imprese nel rispondere alle nuove richieste informative. Al tempo stesso, però, il quadro che emerge è ancora molto disomogeneo: le dimensioni dei report variano in modo significativo da settore a settore, così come il numero e la natura degli impatti, dei rischi e delle opportunità identificati.
«Consapevoli della necessità delle imprese di confrontarsi dopo questo primo anno di applicazione della CSRD e di quanto sia complesso seguire un quadro in continua evoluzione, anche alla luce delle annunciate misure di semplificazione nell’ambito del pacchetto Omnibus», spiega Brambilla, «abbiamo lanciato CSRD Connect, una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di fornire strumenti utili per affrontare il futuro del reporting di sostenibilità, favorendo il dialogo tra imprese, professionisti ed esperti di settore».
Il report CSRD Insight
Tornando ai dati del report, la transizione verso il Net-zero è una priorità condivisa dalla maggior parte delle imprese: oltre due terzi del campione ha fissato obiettivi di riduzione delle emissioni. Tuttavia, meno di un terzo ha già formalizzato un piano di transizione, segno che esiste ancora un importante gap tra intenzioni e strategie operative. È comunque incoraggiante che il 77% dei report analizzati includa già un’analisi di scenario, strumento fondamentale per anticipare le sfide legate al cambiamento climatico e integrare il rischio ambientale nella pianificazione aziendale.
Interessante anche la tendenza di alcune aziende a integrare nel reporting tematiche specifiche legate al proprio contesto operativo. Una società su quattro ha infatti individuato argomenti “entity-specific”, riconducibili in gran parte alle aree sociali e di governance. Questa sensibilità si è manifestata soprattutto nei settori dell’industria, dei servizi finanziari e del commercio al dettaglio e dell’intrattenimento. Tra i temi più frequentemente emersi figurano l’innovazione, la cybersecurity, l’intelligenza artificiale, la qualità e la continuità dei prodotti e dei servizi. Si tratta di elementi che, pur non ancora standardizzati, offrono una visione più completa e autentica dell’identità e della strategia sostenibile dell’impresa.
L’esperienza di questo primo anno di rendicontazione secondo la CSRD ha rappresentato dunque per molte aziende non solo un adempimento normativo, ma anche un’occasione per ripensare in chiave sostenibile la propria governance, i propri processi e il proprio impatto. Il percorso è appena iniziato, ma le basi per una sostenibilità più trasparente, comparabile e concreta sono ormai state gettate.
