Giornata del Mare: corsa contro il tempo per salvare la nacchera di mare, gigante silenzioso del Mediterraneo
In occasione della Giornata Nazionale del Mare, che si celebra l’11 aprile, i riflettori si accendono su una delle sfide più urgenti per la conservazione della biodiversità marina nel Mediterraneo: salvare dall’estinzione Pinna nobilis, meglio conosciuta come nacchera di mare, il più grande mollusco bivalve del nostro mare.
Un tempo comune nei fondali sabbiosi e tra le praterie di Posidonia, la Pinna nobilis è oggi in pericolo critico, come certificato dalla Lista Rossa IUCN. Dal 2016 un’epidemia ha infatti decimato la popolazione di questa specie endemica, riducendola quasi al punto di scomparire.
A tentare di cambiare il destino della nacchera è il progetto LIFE Pinna, un’iniziativa europea avviata nel 2021 e guidata da ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure), che riunisce università, enti pubblici e partner scientifici italiani e internazionali. L’obiettivo? Proteggere gli ultimi esemplari sopravvissuti, favorirne la riproduzione e ripopolare le aree storicamente abitate dalla specie.
Un ecosistema in una conchiglia
Non è solo una questione simbolica. La Pinna nobilis svolge un ruolo ecologico fondamentale: filtrando l’acqua, migliora la qualità dell’ambiente marino e offre rifugio a una moltitudine di altri organismi, come il piccolo gamberetto Pontonia pinnophylax, che vive in simbiosi con il mollusco, agendo come una vera e propria sentinella.
Ogni nacchera può essere considerata un micro-ecosistema: la sua scomparsa comprometterebbe la sopravvivenza di molte altre specie e la funzionalità dell’intero habitat.
Le missioni dei ricercatori: trapianti e nuove nascite
Il progetto LIFE Pinna ha già realizzato i primi trapianti di individui sani, prelevati dalla Laguna di Venezia, nell’Area Marina Protetta di Capo Mortola, al confine con la Francia. A breve, se le condizioni sanitarie lo permetteranno, nuovi esemplari verranno reintrodotti nell’AMP di Bergeggi, in Liguria.

Ma la vera scommessa è la riproduzione in cattività. Nei laboratori di Genova, Trieste e Pola (Croazia), i biologi stanno sperimentando un metodo innovativo per indurre la maturazione precoce degli individui, aumentando la temperatura e l’illuminazione delle vasche per stimolare l’emissione dei gameti con mesi di anticipo rispetto al ciclo naturale. Una sfida mai tentata prima su larga scala.
Tutto avviene in modo sincronizzato tra i tre centri, che seguono un protocollo comune e condividono costantemente i risultati. È un lavoro corale, che coinvolge una vera task force internazionale della scienza.
Il futuro del nostro mare
Con appena 30 aree marine protette e solo 2 parchi sommersi su oltre 8.000 km di coste, l’Italia è ancora lontana da una tutela adeguata del proprio patrimonio marino. Eppure, iniziative come LIFE Pinna dimostrano che proteggere è possibile, se si investe in ricerca, cooperazione e consapevolezza.
I prossimi mesi saranno decisivi: a maggio, i ricercatori faranno il punto sulle sperimentazioni in corso e programmeranno le prossime azioni. Il destino della nacchera di mare è appeso a un filo. Ma grazie all’impegno della scienza, quel filo potrebbe diventare una nuova àncora di salvezza.
Foto in copertina: Pinna_nobilis@M_Colombo
