A Roma anche in ospedale è difficile dormire

Luoghi in cui, per eccellenza, dovrebbe regnare la pace e la tranquillità: gli ospedali romani in cui ogni giorno sono ricoverati migliaia di ammalati ed anziani che avrebbero diritto, più di tutti, a riposare mente e corpo.

Eppure questo non è sempre possibile. Sono freschi infatti i dati dalla prima tranche di analisi effettuate da Legambiente Lazio nell’ambito della campagna “Spegni il rumore, accendi il divertimento” che si pone come obiettivo principe quello di analizzare l’inquinamento acustico della capitale.

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Le prime rilevazioni hanno infatti evidenziato una media, alle ore 16:00, di 71,6 dB(A) con un picco di 73,8 dB(A) in corrispondenza del policlinico Umberto I; un dato quindi estremamente grave se consideriamo che la legge nazionale prevederebbe il limite di 50 dB (A) in aree per la cui fruizione è richiesta la massima quiete: ospedali, scuole, case di riposo, parchi, riserve naturali e siti di interesse archeologico.

Ma gli ospedali sono luoghi in cui il rumore viene anche prodotto. Centinaia di persone passano nei corridoi ogni giorno: medici, malati, inservienti, tecnici, parenti degli ammalati, attraversano di continuo le stanze ed i luoghi comuni e questo va a sommarsi al rumore esterno creando un ambiente non favorevole al riposo ed alla guarigione.
Non bisogna dimenticare, infine, che la tecnologizzazione della medicina e l’aumento del numero dei macchinari negli ospedali, sarà anche questo inevitabile causa di rumore. In particolare se alcuni luoghi come il locale delle caldaie, dei frigoriferi, la centrale termica e quella di pressurizzazione non sono attentamente progettati, possono andare ad aggiungere il loro frastuono a quello già proveniente dall’esterno.

L’ospedale e le attività che vi si svolgono sono considerabili, ad un tempo, come importante sistema di sorgenti significative e come altrettanto importante sistema di ricettori sensibili dell’inquinamento acustico, generato al di fuori del sistema e all’interno di esso. In questo contesto, la salubrità acustica degli spazi progettati si esprime anche in termini di contemporanea minimizzazione delle immissioni moleste provenienti da sorgenti esterne e della rumorosità intrinseca generata dalle sorgenti interne (1)

Secondo la norma UNI 8199:1998 nelle camera di degenza non dovrebbero esserci più di 30 dB (A). Sarà davvero possibile con il traffico che soffoca la nostra città? Cosa possono fare i cittadini in prima persona? Per prima cosa possono cominciare a segnalare i loro problemi e le criticità che osservano ogni giorno. Come? Basterà collegarsi al sito spegniilrumore.radiocolonna.it e lasciare la propria segnalazione.

(1) RUMORE E COMFORT ACUSTICO NELLE STRUTTURE OSPEDALIERE
12 S. Luzzi , S. Falchi.

Matteo Nardi

Giornalista ciclista. Scrivo di ambiente e tecnologia